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    May 08

    Incontro con Gino Strada

     

    “Chi paga il prezzo della guerra? Una domanda scientifica, etica e non politica”

    Gino Strada.

     

    In tanti ad affollare oggi il Teatro Due a Parma alle 18. L’incontro previsto è stato quello con Gino Strada, il ’68 dal volto lungimirante, dato che di ’68 in questo blog ci piace accennare spesso. Perché non vogliamo considerarlo come un cimelio dottrinario da museo, perché i problemi di appena quaranta anni fa non sono così dissimili da quelli di oggi. Hanno preso la parola un volontario di Emergency-Parma e un docente della facoltà di Medicina dell’Università di Parma aderente all'Organizzazione: Sandro Contini. L’intervento più atteso è stato comunque quello di Strada, chirurgo e scrittore di Sesto San Giovanni, uno dei fondatori di Emergency, l’ONG presente in Cambogia, Afghanistan, Iraq, Sierra Leone, Sudan costruendo e gestendo ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base, tutto a costo zero.
    Un medico che si è pensato potesse intervenire d’urgenza anche nell’assetto governativo del nostro paese dato che è stato votato nei primi tre scrutini durante l’elezione del Presidente della Repubblica nel 2006. Il seguito di oggi in teatro dimostra come ci sia un’esigenza di ascoltare le parole di chi ha deciso di risanare prima di tutto medicalmente tante persone che vivono il dramma delle ferite di guerra.
    Il suo discorso ha mantenuto toni compassati e prospettive agili, supportato da diapositive in inglese; Emergency sta battendo il terreno degli Stati Uniti e del Regno Unito. Il medico ha illustrato la situazione della guerra, un sostantivo singolare, unico e univoco per designare una sola tragedia. La guerra promossa dagli stati, primo fra i quali l’Italia, come soluzione ai problemi, quando si risolve essere un problema essa stessa per gli individui che popolano le terre dove si pianificano gli interventi decisi asetticamente da governi e politici, cui Strada domanda le non pervenute donazioni italiane del 5 per mille, governi da cui ha ricevuto minacce, politici a cui non risparmia la qualifica di completi ignoranti sia riguardo i problemi contro i quali la sua organizzazione combatte, sia per la conoscenza debitamente non approfondita che hanno su conflitti, popolazioni e storia.
    Illustra le diapositive delle mine antiuomo, sparse su terreni in cui non sono nettamente distinguibili, che provocano morte, mutilazioni, cecità, e ci mostra le conseguenze e i possibili interventi d’emergenza, appunto. Ci illustra l’ultima novità di quest’industria in cui molti paesi si preoccupano o si sono preoccupati, come l’Italia fino al 1998, di ritagliarsi la propria fetta di mercato. Sono le mine giocattolo studiate con cura per non scoppiare subito, perché siano portate come nuovi cavalli di Troia tra i passatempi e la legittima noncuranza dei bambini.
    L’ultimo progetto di Emergency è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache e ai pazienti del Sudan e dei 9 paesi confinanti, per un territorio grande tre volte l’Europa.
    Molti a porre domande, curiosità sulle procedure assistenziali, o conferme sull’esistenza dei diritti umani, lo ha chiesto a Strada un uomo che si è presentato come un disabile psichico. Proprio i diritti umani possono essere considerati come il punto fondamentale del pensiero di Gino Strada che ci ammonisce che la Dichiarazione universale dei diritti umani firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 non è mai stata rispettata in toto da nessun paese. Lui la pubblica in appendice nel suo libro “Buskashì - Viaggio dentro la guerra” (Feltrinelli 2002), la vorrebbe letta e meditata da tutti, pensa ad “una versione plastificata, di piccolo formato, da tenere nel portafogli con la carta d’identità e la tessera del gruppo sanguigno”.
    Un concetto è stato sempre e solo sotteso oggi pomeriggio, un'attitudine che si è fatta stile di vita professionale e intellettuale, impellente nelle immagini e nelle parole del medico e uomo Strada: emergenza.
     

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